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Concerto straordinario per la Canonizzazione di Paolo VI

Un concerto straordinario per la Canonizzazione di Paolo VI animerà il Teatro Grande di Brescia giovedì 30 maggio 2019 con dei protagonisti d’eccezione: Riccardo Chailly, l’Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala.

Il concerto è stato presentato lunedì 11 marzo a Palazzo Marino, alla presenza dei sindaci delle due città, Giuseppe Sala ed Emilio del Bono, del presidente del Festival Andrea Gibellini, del direttore artistico Pier Carlo Orizio e di Riccardo Chailly, direttore musicale del Teatro alla Scala. Presenti anche Letizia Moratti, presidente del Consiglio di Gestione UBI Banca; Giovanni Bazoli, Presidente Emerito Intesa Sanpaolo; don Angelo Maffeis, presidente Istituto Paolo VI e Alexander Pereira, Sovrintendente e direttore artistico del Teatro alla Scala.

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Il concerto è promosso dall’Istituto Paolo VI e dal Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo, con il sostegno di UBI Banca, Fondazione UBI Banco di Brescia, Fondazione UBI CAB, Fondazione Banca San Paolo di Brescia, Fondazione della Comunità Bresciana e con il contributo di Comune di Brescia e Regione Lombardia.

L’amore per l’arte e la musica, soggetti di molti scritti di Papa Montini, tra cui la celebre Lettera agli artisti, ritornano al Teatro Grande in nome di Paolo VI dopo il memorabile concerto del 2015 con Riccardo Muti in occasione della beatificazione del papa bresciano. Anche il nome del direttore musicale della Scala è legato alla memoria di Paolo VI: Chailly infatti dirigerà la Missa Papae Pauli, Messa composta nel 1964 dal padre Luciano, già direttore musicale del Teatro alla Scala, in onore dell’allora Papa Montini.
L’omaggio al Papa del Maestro Chailly e dell’Orchestra e Coro del Teatro alla Scala assume poi un significato ulteriore, in quanto Paolo VI è stato arcivescovo di Milano dal 1954 fino all’elezione a Pontefice (1963). Inoltre la data del 30 maggio è strettamente legata al giorno stabilito da Papa Francesco per la memoria liturgica di San Paolo VI, che si terrà il 29 maggio, a ricordo dell’ordinazione sacerdotale di Montini avvenuta nel 1920.

Per rendere l’evento ancora più inclusivo, il concerto del 30 maggio sarà trasmesso in diretta in piazza Paolo VI grazie a un maxi schermo predisposto dal Comune di Brescia.

Il programma del concerto prevede la Missa Papae Pauli per coro a sei voci e orchestra di Luciano Chailly e la Sinfonia n°1 di Johannes Brahms.concerto canonizzazione paolo vi 2

La Missa Papae Pauli venne composta da Luciano Chailly (1920–2002) nel 1964 in onore di Papa Montini, salito al soglio pontificio nel ’63. Questa composizione, a differenza delle altre di quel periodo, non sfrutta il linguaggio seriale della dodecafonia ma una scrittura più libera nel suo fluttuare tra atonalità e politonalità. Tratto distintivo è la sua profonda concentrazione spirituale che sprigiona un’espressività sentita, ma al contempo non esibita e nemmeno compiaciuta, per certi versi dolorosa. È suo figlio infatti Riccardo Chailly a ricordare quanto molto forte è il legame che suo padre aveva con la Missa, tanto che sulla sua tomba ha voluto fossero scolpite le ultime parole della composizione “Dona nobis pacem”.

Alla Missa si affianca la Sinfonia n°1 di Johannes Brahms, tra i protagonisti con Schumann della 56°edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo. Capolavoro complesso, la Sinfonia si riallaccia direttamente a Beethoven, tanto che venne definita «Decima», un’ideale continuazione del catalogo beethoveniano.

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Esiste anche un legame pregresso tra il Festival e la messa di Chailly come sottolinea il suo direttore Pier Carlo Orizio: “La Missa Papae Pauli è stata eseguita nel 2014 nella Basilica di Sant’Ambrogio dall’Orchestra Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo per il convegno “Il Concilio Vaticano II e l’umanesimo contemporaneo” promosso dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Anche a livello personale inoltre – continua Orizio – sono particolarmente commosso ricordando quanto sia sempre stato forte e profondamente personale il rapporto tra mio padre Agostino e il giovane Montini, tanto che diresse più volte concerti al suo cospetto anche una volta divenuto papa”.