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“Le città invisibili”: il Festival collabora con Corpus Hominis

Tra le prestigiose collaborazioni del Festival Pianistico Internazionale di quest’anno vi è quella con Corpus Hominis, sfociata in una serata assai apprezzata in piazza Paolo VI. Spunto dello spettacolo un lavoro di Italo Calvino, “Le città invisibili”, basato su un dialogo immaginario tra Marco Polo e Kublai Khan. Carla Bino, autrice della drammaturgia, ha scelto alcune di queste città organizzandole in cinque quadri dove Luca Micheletti ha dato voce alla narrazione di Marco Polo, cui ha risposto, attraverso la musica, il Kublai Khan di Ramin Bahrami. Massimo il valore simbolico ed emozionale della serata, che si è mossa lungo le corde della sensibilità dei due artisti, dove un ruolo particolare è stato rivestito dalla musica scelta da Bahrami in base alle impressioni in lui suscitate dai testi letti, ovvero alcuni momenti delle Partite di Johann Sebastian Bach e, a sottolineare il clima di sogno, un celebre brano di Schumann, Traumerei.