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Musica velata – un racconto a puntate

La storia dei protagonisti di questa 56° edizione, Robert Schumann, Johannes Brahms e Clara Wieck, diventa un racconto a puntate condiviso ogni settimana sui canali social del Festival. Una vicenda appassionante che si snoda lungo l’Ottocento: Schumann nasce infatti nel 1810, Brahms muore nel 1897. In comune condividono quattro anni di grande amicizia e l’amore per Clara Wieck, virtuosa pianista, moglie di Schumann per 16 anni e poi amata da Brahms. Le grafiche, curate da Akòmi, affiancano all’immagine principale “Musica velata” altre due rappresentazioni che verranno abbinate ai concerti a seconda del programma.

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Musica velata [1 di 18]

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È il 1853. A Düsseldorf il giovane Johannes, vent’anni, si presenta alla porta di casa Schumann. Robert lo presenta meno di un mese dopo in “Vie nuove” come l’uomo dell’avvenire e ricordando quel primo incontro scrive: “Seduto al pianoforte, egli iniziò a svelarci regioni meravigliose. Noi venivamo attirati in cerchi sempre più magici”.


 L’incontro [2 di 18]

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Nell’ottobre del 1853 il giovane Johannes Brahms fa visita a casa di Schumann, dove tutti riconoscono il suo genio musicale, compresa la moglie di Schumann, la virtuosa della tastiera Clara Wieck. Clara è entusiasta e scrive che il viso di Brahms, così interessante e giovane, si illumina completamente mentre suona e che la sua bella mano è in grado di superare con estrema facilità anche le più grandi difficoltà delle sue composizioni così particolari.


Doppelgänger [3/18]

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Due anime, due personalità artistiche agli antipodi, che discutono e si danno battaglia dalle pagine dei giornali alle righe degli spariti. Così Schumann sdoppia la propria personalità in Florestano, impulsivo ed appassionato, e in Eusebio, timido e malinconico. All’interno dell’immaginaria “Lega di David”, in cui si muovevano l’amata Clara, suo padre Friedrich e altri personaggi della vita di Schumann, Florestano ed Eusebio incarnano l’uno il lato esuberante ed eroico della sua natura, l’altro quello sognante e riflessivo.


Robert e Clara [4/18]

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L’amore tra Robert e Clara, che avevano 9 anni di differenza, era stato fortemente osteggiato dal padre di lei, Friedrich Wieck, che voleva per la figlia una vita da concertista tra le corti e i teatri europei. Dopo alcuni anni passati separati, rimasti in contatto solo grazie ad una corrispondenza clandestina, solo la vittoria del processo contro il padre permise di celebrare le nozze, il 12 settembre 1840.


 Amore e arte [5/18]

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Florestano definisce Clara Wieck “la prima artista tedesca”. Tanta era la considerazione che Schumann aveva per la moglie. “Quando mi baciasti per la prima volta credetti di svenire; tutto divenne nero; potei a stento alzare la lampada che doveva rischiararti la via” scriveva Clara che, nonostante l’amore per Robert, non rinunciò mai alla propria carriera da concertista.


 L’angelo [6/18]

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All’epoca dell’incontro con Schumann, Brahms non assomiglia affatto ai ritratti che abbiamo di lui con la barba folta e la corporatura massiccia, ma ha un profilo “quasi angelico”. Tra i due nasce subito un’amicizia, condividono il gusto della letteratura del loro tempo: Goethe, Schiller, Jean Paul, Hoffmann, tanto che le prime opere di Brahms appaiono con lo pseudonimo “Johannes Kreisleir junior”.