Progetto Muzio Clementi – Brescia

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Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e Conservatorio “Luca Marenzio” di Brescia insieme in un progetto per riscoprire Muzio Clementi e valorizzare storicamente il suo ruolo al fianco di Haydn e Mozart nella creazione della temperie culturale e musicale che portò all’esplosione del genio di Beethoven.

Tre gli appuntamenti organizzati nella nostra città, nel corso dei quali alcuni allievi del Conservatorio interpreteranno una selezione di brani scritti dal compositore romano. Cornice dei concerti, programmati alle 21 di mercoledì 11, 18 e 25 maggio, sarà il Salone da Cemmo del Conservatorio.

Questo lavoro d’approfondimento dedicato a Muzio Clementi è introdotto da una conferenza-concerto del musicologo Piero Rattalino, affiancato dalla pianista Ilia Kim, sul tema “Clementi, un artista e un uomo da scoprire”. L’incontro è in calendario il 30 aprile alle 18, sempre nel Salone da Cemmo.

Analoga iniziativa è proposta a Bergamo.

Il progetto Muzio Clementi rafforza e dà ulteriore concretezza alla collaborazione tra il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo e il Conservatorio “Luca Marenzio”.

Un’amicizia che ha già trovato compimento nella Filarmonica del Festival, che fin dalla sua nascita nel 2013 accoglie i migliori allievi del Conservatorio e offre loro la possibilità di lavorare in una compagine di riconosciuto valore, al fianco di altri giovani brillanti e di musicisti affermati, sotto la direzione di nomi di primo piano del panorama nazionale e internazionale (ricordiamo nel 2014 Sergej Krylov, lo scorso anno Riccardo Muti e nell’imminente edizione Umberto Benedetti Michelangeli).

D’altro canto sostenere i giovani è uno degli obiettivi del Festival e in questa prospettiva va ricordata la medaglia celebrativa concessa dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel 2010 al progetto realizzato dal Festival stesso con l’associazione Mus-E e con i conservatori di Brescia e Verona e l’Istituto musicale di Bergamo. L’11 e 12 maggio di quell’anno alla formazione dell’Orchestra del Festival Pianistico, diretta da Pier Carlo Orizio, si unirono 20 allievi dei tre istituti con 100 coristi del Conservatorio di Brescia preparati dal maestro Silvio Baracco.

Riscoprire Muzio Clementi

Invitare il pubblico a superare la terna classica Haydn-Mozart-Beethoven ideata dal conte Waldstein per introdurvi il nome di Muzio Clementi, addirittura in sostituzione di quello del genio di Bonn. La sfida culturale e musicale che il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo pone alla sua 53esima edizione è evidenziata dal tema scelto, si declina in diverse iniziative ma si concentra soprattutto in una serie di concerti proposti in collaborazione con i Conservatori di Brescia e Bergamo.

Muzio Clementi, talento musicale precoce, nato a Roma nel 1752 ma cresciuto in Inghilterra, ebbe nella sua epoca un ruolo rivoluzionario destinato a influenzare enormemente il gusto del pubblico del tempo e soprattutto altri importanti compositori, a partire proprio da Beethoven, per arrivare fino a Chopin e Liszt. Didatta per antonomasia, le sonate di Clementi vennero però progressivamente dimenticate. La sfida oggi è riscoprire la sua attualità e ricollocarlo nella posizione che gli compete.

Non va d’altro canto dimenticato che lo stesso Arturo Benedetti Michelangeli stimava profondamente Clementi quale punto di riferimento imprescindibile per lo sviluppo della tecnica pianistica, e che cercò, senza riuscirvi, di dedicargli un concorso pianistico in collaborazione con la RAI.

Sul tema l’analisi svolta da Piero Rattalino, musicologo e consulente musicale del Festival, è illuminante.

Haydn e Mozart, austriaci; Clementi, romano, di formazione anglosassone. Due mondi diversissimi per cultura, mentalità e prospettive. In Austria i musicisti dipendevano come salariati dall’aristocrazia e dal clero e anche Mozart, che pure da quello stile cercò si sganciarsi, morì seppellito dai debiti. Clementi invece fu una sorta di libero professionista ante-litteram: capitalista, imprenditore, insegnava e si esibiva solo se le sue tariffe venivano rispettate e se poteva guadagnarci, fu sempre indipendente e morì ricco.

Diversa la mentalità e differente la sensibilità: Haydn e Mozart perfettamente inseriti nel gusto che dominava nella seconda metà del Settecento, Clementi invece, cresciuto in un’isolata residenza della campagna inglese, aveva interiorizzato più le musiche del passato che quelle dei suoi contemporanei.

Ma ciò che soprattutto differenziò Clementi e lo rese unico fu l’approccio allo strumento, radicalmente diverso da quello che dominava nel XVIII secolo. Il pianoforte con lui mantenne l’aspetto di occasione di intrattenimento sociale ma divenne anche una sorta di attrezzo ginnico che richiede duro allenamento sportivo. Scrive Rattalino: “Mozart, quando ascolta Clementi, dice a suo padre che la specialità del rivale sono le note doppie, per le quali ha dovuto ‘sudare giorno e notte’. E questa fu paradossalmente la carta vincente di Clementi, dapprima in Inghilterra, dove stava nascendo la cultura dello sport, e poi in tutta Europa.” La parola che usò Mozart per descrivere l’abilità di Clementi fu “mechanicus”, termine che gli riconosce competenza tecnica, frutto di mero allenamento, ma non sensibilità e gusto. Ma, ribadisce Rattalino, il giudizio di Mozart è segnato da una certa animosità, dovuta al fatto che Clementi, al tempo, era l’homo novus che proveniva da Albione, invadeva il Continente accompagnato dal favore del pubblico ed era araldo di un nuovo gusto che minacciava l’egemonia di quello dominante.

A Clementi invece va riconosciuto di aver introdotto nel pianoforte il concetto di bravura, del valore dello studio virtuosistico, quello che oggi viene percepito come professionismo, e su queste basi seppe imporsi e diventare punto di riferimento, fino all’arrivo del ciclone Beethoven. Conclude Rattalino: “A partire da quel momento Clementi divenne il padre nobile del pianoforte e la sua opera, come quella di Haydn e Mozart, fu utilizzata come materiale didattico per lo studio “classico”. Il neoclassicismo degli anni Venti del Novecento riconsiderò Mozart e in misura molto minore Haydn. Clementi restò invece tagliato fuori da questa revisione. Ma Beethoven non sarebbe esistito quale fu non solo se non ci fossero stati prima di lui Haydn e Mozart, ma anche se non ci fosse stato.

Progetto Muzio Clementi | Gli interpreti

ALESSANDRO ZILIOLI

Alessandro Zilioli, nato a Brescia nel 1996, è diplomando al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia dove studia sotto la guida di Mario Boselli. Da cinque anni frequenta le masterclass di Paolo Bordoni. Si esibisce, oltre che come pianista solista, anche in formazioni da camera e come accompagnatore. Ha partecipato a produzioni di musiche di scena per teatri di prosa. Si è esibito a Brescia, Cremona, Milano, Rovato, Bovisio Masciago.

CECILIA BADINI

Cecilia Badini frequenta il Conservatorio Luca Marenzio di Brescia dove studia sotto la guida di Pinuccia Giarmanà.  Ha partecipato alle Serate Steinway e al Festival Le X Giornate di Brescia, alla rassegna Concerti d’Autunno di Sestri Levante, alla Rassegna Scintille di Musica a Brescia, alla Stagione del Filo a Cremona in occasione dell’esecuzione integrale delle sonate di Beethoven. Ha ottenuto il primo premio assoluto di categoria al Concorso Pianistico J.S. Bach di Sestri Levante e al Concorso Musicale Internazionale Città di Alessandria, ed il primo premio ai Concorsi pianistici Terzomusica di Acqui Terme , Talenti in Canavese di Rivarolo  e Pietro Montani.

WEN HSIN CHANG

Chang Wen Hsin, nata a Taiwan nel 1992, inizia gli studi di pianoforte all’eta di 6 anni, che integra con quelli di clarinetto dal liceo. Nel 2012 e 2013 ha tenuto recitals nell’auditorium dell’Università Nazionale di Taipei. Nel 2014 ha vinto il secondo Premio al Concorso Internazionale di Musica Giuseppe Acerbi sezione Pianoforte, con premio speciale per la musica contemporanea. Nel 2015 ha vinto il primo premio del concorso Capitanio del Conservatorio di Brescia e si è esibita nel Ridotto del Teatro Grande. Attualmente frequenta il Triennio Accademico al Conservatorio di Brescia sotto la guida di Giampaolo Stuani.

CHING-I TSENG

Nata a Taiwan. Attualmente si sta perfezionando al Conservatorio Dall’Abaco di Verona con Vittorio Bresciani, dopo avere conseguito la Laurea di secondo livello in pianoforte solistico con il massimo dei voti e la lode. A Taiwan ha partecipato sia come solista che come musicista da camera a importanti concerti e concorsi. Nel 2010 ha vinto il secondo premio alla Amadeus International Competition di Taiwan. Ha seguito i corsi di musica da camera di Lev Klychkov e numerose masterclass .  Ha studiato pratica di accompagnamento di cantanti con Claude-France Journès, Enrico Conforti e Chu Tai-Li. Tseng Ching-I si è esibita nel 2012 nel Concerto n. 1 di Cajkovskij con l’Orchestra dell’Arena di Verona.

FRANCESCO GENNARI

Nato a Manerbio, frequenta l’ottavo corso di pianoforte sotto la guida della Prof.ssa Daniela Piovani al Conservatorio di Musica Luca Marenzio di Brescia. Nel 2011 ha partecipato al Concorso Pianistico Internazionale Città di Castiglion Fiorentino. Ha preso parte alla Rassegna Concertistica Degli Studenti del Conservatorio negli anni 2013-2014-2015 e alla Festa della Musica 2015. Nel 2014 si è diplomato al Liceo Scientifico Leonardo e attualmente è studente della facoltà di Economia presso Università degli studi di Brescia.

GIULIO CORRADO

Nato a Brescia nel 1999, intraprende lo studio del pianoforte alla Scuola Diocesana di Musica Santa Cecilia. Nel 2012 entra al Conservatorio Luca Marenzio di Brescia sotto la guida di Pinuccia Giarmanà. Nel 2014 partecipa al Concorso Pianistico Nazionale Pietro Montani a Corno Giovine (Lodi) ricevendo il primo premio assoluto con un punteggio di 98/100. Sempre nel 2014 ottiene la Certificazione di II livello dei Corsi Preaccademici del Conservatorio con punteggio 10/10. Nel 2015 si esibisce a Mezzago (Mi) nell’ambito della Rassegna Musica in Accademia e al Teatro Filodrammatici di Cremona nell’ambito della Rassegna 5° Cremona Pianoforum.

PAOLO BERTINELLI

Paolo Bertinelli, 16 anni, ha iniziato a suonare il pianoforte all’età di 8 anni sotto la guida di Cristian Burlini. Nel 2010 ha vinto il primo premio al Concorso pianistico internazionale Pia Tebaldini di Brescia e al Concorso strumentale Città di Giussano. Nello stesso anno è stato ammesso al Conservatorio Luca Marenzio ed è passato sotto la guida di Giampaolo Stuani, col quale attualmente frequenta il nono anno del corso tradizionale. Nel 2012 si è aggiudicato il primo premio ai Concorsi pianistici internazionali Camillo Togni di Gussago, Isola del Sole di Grado e al Concorso per giovani pianisti Jan Langosz di Bardolino, nel 2015 il concorso Capitanio del Conservatorio di Brescia.