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Umberto Fanni: Filarmonica, “progetto pluriennale”

La trasferta della Filarmonica del Festival in Oman a gennaio 2017, primo impegno all’estero della formazione orchestrale presentata alla città nel dicembre 2013, è frutto della collaborazione con Umberto Fanni, personalità bresciana di spicco, attualmente direttore generale della Royal Opera House di Muscat.  Internazionalità e multiculturalità, nel segno della massima qualità, sono le linee portanti della stagione organizzata dal maestro Fanni, all’interno della quale la Filarmonica si esibirà l’11 gennaio al fianco di Plácido Domingo. Non una esibizione spot, ma finalizzata ad un progetto pluriennale articolato. Così scrive Umberto Fanni:

“La Royal Opera House di Muscat è oramai annoverata tra le più importanti Opera Houses del mondo grazie ad un progetto culturale di assoluta qualità e prestigio, ma che soprattutto è unico ed originale. La caratteristica evidente della stagione che proponiamo, infatti, è di essere internazionale e di riunire in un solo cartellone diversi generi performativi e musicali, facendo sì che armonicamente rimandino a diverse culture e sottolineandone elementi peculiari e comuni. Una stagione, dunque, fatta di dialoghi interni, di incontri tra diversità, di sorprendenti consonanze ma anche di stupefacenti unicità. Così traduciamo lo spirito di Sua Maestà il Sultano Qaboos Bin Said, che ha voluto costruire la Royal Opera House Muscat per rafforzare la conoscenza reciproca tra diverse culture, convinto che solo dal dialogo possa nascere la consapevolezza della propria identità e il rispetto tra uomini di pensieri, popoli, nazioni anche molto lontani tra loro. L’Opera di Muscat, dunque, non solo invita i maggiori teatri e i più importanti artisti e compagini musicali del mondo, ma sempre di più in futuro avrà il compito di farsi costruttrice di ponti, producendo da protagonista progetti transnazionali, che promuovano la cooperazione culturale a livello globale.  Proprio a questo mi sto dedicando in questi mesi, lavorando ad un piano di coproduzione operistica intercontinentale che non ha precedenti fino ad oggi nel mondo e del quale l’Opera di Muscat è ideatore e capofila.

In questo quadro di scambi e incontri, ho invitato la Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo quale più recente espressione di quella che considero la maggiore istituzione della città di Brescia nell’ambito della musica classica e sinfonica. Al Festival si deve l’aver portato a Brescia, sin da tempi lontani, le più grandi orchestre del mondo, i più grandi direttori, i più grandi solisti. Il Festival ha reso nota Brescia a livello internazionale, facendone una tappa musicale rinomata e ambita. Il Festival è certamente uno dei brands della città su cui investire. Ed allora il Festival non poteva mancare nella stagione della Royal Opera House Muscat. Innanzitutto come doveroso omaggio al lavoro splendido fatto negli anni dal suo fondatore (e mio maestro), Agostino Orizio. Poi, come segno di riconoscenza alle capacità di Brescia, città operosa e fattiva per la quale ho lavorato a lungo con spirito di servizio e dedizione. Da ultimo, per il dovere di promuovere le formazioni orchestrali di recente fondazione ma di qualità comprovata, dovere che ho sempre sentito e che ha sempre caratterizzato il mio lavoro di direttore artistico nei teatri che ho guidato. Quella con la Filarmonica del Festival, però, non resterà una collaborazione estemporanea. Assieme al maestro Pier Carlo Orizio stiamo ragionando ad un progetto pluriennale e articolato, che speriamo possa allargarsi anche ad altre realtà, ampliando la rete dei soggetti in dialogo e aprendo sempre più le possibilità di scambio. Muscat mi ha insegnato che bisogna ‘pensare insieme’ e poi fare: perché gli uomini che pensano da soli restano soli.”