Il Requiem di Mozart per il 50° anniversario della strage di Piazza della Loggia

Cinquant’anni di memoria per il Concerto in memoria delle Vittime di Piazza della Loggia

Come ogni anno, il Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo rinnova il suo impegno civile ricordando le Vittime di Piazza della Loggia nel 50esimo anniversario della strage. Questa ricorrenza nacque per volontà del Maestro Agostino Orizio che all’indomani della strage, il 1° giugno 1974, dedicò per la prima volta un concerto all’interno della nona edizione del Festival alla memoria delle Vittime con il De profundis di Schönberg.

Da allora il concerto è divenuto un appuntamento attesissimo dalla cittadinanza e particolarmente sentito, tanto che il Festival non ha mai mancato di ricordare questa profonda ferita della città. Anche nel 2020 – nonostante le restrizioni dovute al Covid – il Festival offrì alla città un omaggio musicale a mezzo video, realizzato per l’occasione con Eleonora Buratto, Annalisa Stroppa e il Masculisse Quartet, in una chiesa di San Francesco purtroppo a porte chiuse.

Quest’anno il Festival propone un’opera amatissima, il Requiem di Mozart, preceduta dall’Ave Verum, eseguito da I Virtuosi Italiani diretti da Pier Carlo Orizio con il coro Ensemble Vocale Continuum diretto da Luigi Azzolini. Solisti del Requiem, Valentina Farcas (soprano), Anke Vondung (mezzosoprano), Moritz Kallenberg (tenore) e Benjamin Appl (basso).

Il Requiem manca da diverso tempo all’interno del cartellone del Festival: la sua ultima esecuzione risale infatti a 25 anni fa – il 28 maggio 1999 – proprio a San Francesco con la direzione del M° Agostino Orizio, l’Orchestra dell’Accademia della Filarmonica della Scala e i Civici Cori di Milano.

“Il Festival ogni anno da 50 anni ricorda le vittime della strage – dichiara la Presidente Daniela Gennaro Guadalupi – perché crediamo che la musica e l’arte possano alleviare il dolore di una città straziata da un gesto tanto orribile e aiutare a perpetuare la memoria di coloro che hanno perso la vita”.

“Il Requiem è un’opera fragile, incompiuta e per questo problematica. L’interprete moderno ha sempre più bisogno di certezze – spiega il maestro Pier Carlo Orizio – Oramai è imprescindibile eseguire un brano senza l’ausilio di un testo il più possibile vicino alla fonte originaria, ovvero il manoscritto. Il Requiem di Mozart ci obbliga ad andare oltre. La musica che ascolteremo non è tutta originale. Pochi brani sono realmente compiuti, molti solo abbozzati. Eppure il completamento del Requiem ad opera di alcuni allievi del Maestro, Süssmayr per primo, suona insolitamente giusto. Come una cattedrale ricostruita riacquista, nel corso del tempo, una patina di autenticità, così a me sembra anche per il Requiem di Mozart. Anche ciò che non è propriamente scritto di pugno da Mozart diventa autentico, credibile e vero”.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti disponibili.